Durata
22 Febbraio 2017 - 23 Febbraio 2017

di e con Dario Marconcini, Giovanna Daddi
A distanza di 15 anni, io e Giovanna, riprendiamo in mano il testo di Andrea Taddei, che è una riduzione del Macbeth di W. Shakespeare per due attori dove il tragico e il grottesco, il paradosso e l’ironia si intrecciano in un vortice ribollente di parole.
E’ ancora una bella sfida perché di mezzo c’è il tempo che è passato e i segni che ha lasciato sul nostro corpo.
A Macbeth siamo poi legati come per magia da un filo rosso che ogni tanto nel corso della nostra vita riappare ( c’è come una urgenza che ci spinge a farlo) che ha origine dagli anni ’70 del secolo scorso e che segnò l’inizio del Centro per la Ricerca di Pontedera.
Qui comunque bisogna ripartire da zero, dimenticarsi dei ricordi ricreando col linguaggio quel campo di battaglia dove il pensiero sia perturbato e dove si generi tempesta senza proporre terapie consolatorie.
Pur non avendo la pretesa di interpretare i segni di questo mondo, la vicenda di Macbeth non è solo una storia tragica di tempi lontani, ma sembra purtroppo cronaca contemporanea immersi come siamo in questo medioevo senza tempo dove il possesso, la ferocia, l’assassinio e il sangue ci fanno giornaliera compagnia.
- Dario Marconcini-