Image
Loading
Teatro
  • Data
    Durata

    26 Febbraio 2016

  • Luogo
    Dove

    Scuderie Granducali

  • Contatti
    Contatti

    Telefono: 0584.757443 / 0584.756046

GIONNI VOLTAN in UN VIAGGIO LUNGO UN MONDO

Dettagli

UN VIAGGIO LUNGO UN MONDO
Racconto sulla vita e sulle opere di don Lorenzo Milani

di Claudia Cappellini
Regia e con Gionni Voltan

SPETTACOLO DI TEATRO NARRATO

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha deliberato il sostegno alla "Diffusione" dello spettacolo
nelle scuole Italiane.
Lo spettacolo ha ottenuto il Patrocinio del Presidente della Regione Toscana e il Patrocinio del Comune di Vicchio e del Comune di Calenzano.

...C’è una foto. E’ in bianco e nero. Sotto un pergolato sono seduti 10 ragazzi: qualcuno si appoggia a un tavolo e legge, scrive, altri tengono i quaderni ed i libri sulle ginocchia. Al centro della foto c’è un uomo, seduto su una panca, guarda alla sua sinistra, ha i gomiti appoggiati sulle ginocchia e la testa appoggiata sulla mano sinistra, la mano gli copre la bocca. Nessuno guarda l’obiettivo della macchina che ha scattato questa immagine. La foto è datata 1950.
L’uomo è Don Milani.
I ragazzi sono quelli che formano una delle sue tante classi, ma chi sono?
Quali sono i loro nomi, i loro cognomi?

Di Don Milani qualcosa sappiamo, parlano per lui gli scritti, le biografie autorizzate e quelle corsare, ma i ragazzi?
Don Milani fondò tutto il suo lavoro sull’importanza del possesso della parola perché possedere le parole avrebbe voluto dire avere autonomia intellettuale, libertà dalla schiavitù dell’ignoranza. Prima che il tempo inghiotta le parole, è necessario dare la voce e prestare l’orecchio, a coloro che hanno potuto conoscere un’esperienza unica in Italia, perché la scuola di Don Milani non era una tecnica, non riguardava solo l’alfabetizzazione o la competenza, ma la coscienza. Per questo si scelse la centralità della parola a svantaggio delle  discipline, scrive don Milani: “Dovevo insegnare come il cittadino reagisce all’ingiustizia. Come egli ha la libertà di parola e di stampa. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto”. Una scuola anticlassista che si prendeva cura di tutto perché tutto riguarda tutti.
“Esperienze pastorali” è il libro di Don Milani pubblicato a Barbiana ma che si riferisce all’esperienza di San Donato, escluso il capitolo “Inchiesta a Barbiana”. Una dichiarazione di poetica, un diario preciso e contabile del suo lavoro. Il libro è pieno di statistiche, di aneddoti, di appunti operativi, di progetti. Alcuni tra coloro che hanno ispirato quelle pagine ci sono ancora e hanno diritto alla parola.
Questo progetto vuole portare in scena le testimonianze di Mario Rosi, Giovanni Bellini, Maresco Ballini, Teopisto Bonari, Clemente Romualdi, don Palombo. Tutti in scena idealmente, tutti lì per darsi ancora un appuntamento e parlare di giustizia, di libertà, di responsabilità, di studio, di conoscenza; i loro ricordi, il loro impegno in un pezzo di Toscana che, uscito dalla guerra, si preparava ad un’avventura industriale e sociale magnifica e pericolosa. Oggi finita.
La parabola luminosa di don Milani contrasta con i limiti oscuri del nostro tempo, e le voci del passato forse possono servirci, attraverso la rappresentazione, ad immaginare un futuro possibile che, in realtà, era stato scritto e pensato più di mezzo secolo fa. Una rivoluzione disattesa ma, non per questo, fallita.
Diciamo “rimandata”. Speriamo rimandata.

A raccontare questa storia sarà un attore, ma non sarà il protagonista. L'attore si limiterà a srotolare una lunga matassa fatta di parole, di storie, di accadimenti ed evocazioni. Ma soprattutto sul palco, appariranno le persone, i giovani, i vecchi che evocati dal narratore si materializzeranno in scena; come? Con le loro voci, voci che oggi sono di anziani, ma che ci racconteranno i loro sogni, quando un uomo, un prete, riusciva a far nascere e crescere la speranza, lì dove sembrava non potesse attecchire.  
Non un monologo quindi, ma un’opera corale dove quello che conta, al di là della gabbia dei generi, è la narrazione, il potere affascinante ed evocativo della parola, la seduzione del racconto che intriga i sensi. Proprio quello che Don Milani cercava di infondere alla gente non colta, perché si potesse difendere da chi "sapeva" usare la parola, e ne approfittava.

 

Lo spettacolo ha debuttato il 7 Luglio 2011 sul Sagrato della chiesa di San Donato a Calenzano (sede storica della scuola Popolare fondata da don Milani nel '47) in collaborazione col Gruppo Don Milani di San Donato e del Comune di Calenzano. E' stato replicato in decine di luoghi, teatri, scuole, biblioteche, chiese, piazze, in Toscana e in altre regioni.

Gionni Voltan. Diplomato alla scuola teatrale fiorentina tenuta da Orazio Costa Giovangigli. Ha lavorato molti anni come attore e regista nella compagnia T.P.O. Successivamente ha lavorato come attore con Renato De Carmine, Giuseppe Manfridi, Pier'Alli, Marcello Bartoli, Angelo Savelli, Gabriele Tozzi, Massimo Luconi ecc. in compagnie quali il Teatro Stabile della Toscana, Pupi e fresedde, Nuovo teatro Pezzani di Parma, ecc. Ha al suo attivo anche numerose partecipazioni come attore nel cinema e alla televisione, in alcune note fictions.
E' il fondatore dell'associazione Aracne, con il quale lavora come attore e regista.

Claudia Cappellini. Responsabile artistica del teatro Nazionale di Quarrata dal 1997, giornalista pubblicista, ha scritto per il teatro:
1998 Voce bambina rappresentato nell’agosto del 1998 a Castel dei Gironi - Quarrata in occasione dell’anniversario dell’eccidio nazista e nel marzo del 1999 a Pistoia, Fortezza Santa Barbara, in occasione dell’anniversario dell’eccidio dei quattro martiri della Fortezza;
2001 Set – monologo da viaggio rappresentato al Teatro Fabbricone di Prato;
2004 Piano Chet rappresentato al Teatro Comunale di Antella Firenze e al Teatro Comunale di Collesalvetti Livorno.

Si ringraziano per la preziosa collaborazione al progetto gli allievi di don Milani.

Sito dello spettacolo: www.donmilaniteatro.it