Durata
24 Maggio 2012 - 27 Maggio 2012

Il cinema dell'orrore in Italia, origini e influenze
Presentazione
Operazione PauraIl cinema dell’orrore è spesso associato ad un’eccessiva violenza e a scarsa qualità artistica, relegato a genere di serie B, forse a causa dei molti sotto-generi che, più che spaventare l’audience, puntano a scioccarlo e a provocare fastidio e ripugnanza. Ma il cinema horror puro è la paura dell’ignoto, nato con il fantastico e con il romanzo gotico.
L’Italia svolge un ruolo predominante negli anni ’60 e ’70 con le opere di autori che sono diventati maestri indiscussi per registi come Quentin Tarantino, John Landis e John Carpenter: film che sono divenuti pellicole di culto e modelli da seguire. Gli stessi Lucio Fulci e Mario Bava durante la loro carriera, hanno collaborato con professionisti doc, quali Federico Fellini, Steno e Mario Soldati.
Negli ultimi anni il genere sta vivendo un momento particolare con una massiccia produzione di pellicole di ottimo livello in Europa (soprattutto in Francia, Spagna e nei Paesi Scandinavi) e nel mondo, oltre alla riscoperta, da parte di cineteche e enti di restauro, di film d’autore che sono divenuti oggetto di studi internazionali.
L’Italia ultimamente risulta essere una fucina di opere minori, spesso corto o mediometraggi, ad opera di giovani cineasti ed appassionati, che seguono la scia dei grandi autori internazionali del presente e quelli storici italiani; una parte consistente di questi prodotti sembra inoltre provenire dalla Toscana dove giovani cinefili si occupano con passione della produzione di opere filmiche a 360° (ad esempio gli Empolesi Marco Ristori e Luca Boni, che con il loro Eaters hanno ottenuto consensi in tutta Europa e stanno lavorando al secondo lungometraggio assieme al regista Uwe Boll e al laboratorio Crea Fx di Scandicci).
L’Associazione B-Side si propone di organizzare una rassegna dedicata alla (ri)scoperta del genere horror in Italia, con un percorso storico mirato a coinvolgere le opere dell’origine e le ultime produzioni e a trattare le influenze dettate/subite da questo in campo italiano ed estero, e ad operare una sorta di rivalutazione del Genere, nel suo più classico significato e nella sua accezione autoriale, mostrare le maestranze e il grande lavoro artigianale antecedente alla visione sullo schermo. Il titolo stesso è un omaggio all’opera omonima di Mario Bava realizzata nel 1966.
Il target della rassegna è giovane ma non solo: le proiezioni (in pellicola e in dvd ) e gli incontri, nonché gli eventi collaterali, sono rivolti ad un pubblico di tutte le età, e ai cosiddetti puristi del genere.
